EXHIBITIONS

DORA GARCIA / CESARE PIETROISUTI

Ospiti di questo Museo

07.12.18

1/4

Carico Massimo in collaborazione con la Regione Toscana, il Comune di Livorno, il Museo della Città - Luogo Pio Arte Contemporanea e il Premio Ciampi presenta un progetto collaborativo e diffuso sul territorio che ha come protagonisti Dora Garcia e Cesare Pietroiusti.

"Ospiti di questo Museo" è il titolo del libro appena pubblicato da Valige Rosse, di cui i due artisti internazionali sono i co-autori; la pubblicazione sarà presentata lo stesso giorno in loro presenza, diventando il dispositivo da cui si attiveranno una serie di eventi. 

Il volume è dedicato a Fausto delle Chiaie, artista e autore del Museo all’Aria Aperta, un’opera acquistata da Garcia e Pietroiusti dopo la sua partecipazione con il Museo in Esilio all’Inadeguato (Biennale di Venezia, Padiglione Spagnolo, 2011). Nelle pagine si affronta, con immagini, testi ed interviste inedite, la relazione tra arte e marginalità, quindi quella idea di “esilio volontario come esercizio di libertà” e della radicalità dell’essere inadeguato”. Fausto delle Chiaie ne è il paradigma. 

Per questo Carico Massimo gli dedica una mostra: all’interno dei propri spazi ai Magazzini Generali, verrà presentata la versione integrale del suo “Museo all’Aria Aperta”, un museo inclusivo che l’artista fa funzionare da più di vent’anni nelle strade di Roma, davanti ai Fori Imperiali, accogliendo ogni giorno centinaia di visitatori. Una quotidiana messa in discussione del simbolo istituzionale, il Museo, ma anche del sistema dell’arte e di vita. 

Fuori da Carico Massimo un’altra presenza accoglie l’ingresso dei visitatori, l’intervento di Dispersive Subazioni (alias Giuliano Nannipieri, artista che ha fatto parte del Museo in Esilio). Si intitola  “Da opera ad orinatoio: sacco di cemento incidentalmente caduto o monumento ai caduti sul lavoro”, un’opera che si dichiara “contro l'identità monocratica, contro la concentrazione, il concentramento (…)” che preferisce “stare sotto, sotto l’azione...quindi più vicino alla passione, alle passività disperse non conclamate: subazioni…dispersive” (G. Nannipieri).